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Baj Enrico

Baj Enrico

(Milano, 31 ottobre 1924 – Vergiate, 16 giugno 2003)
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// BIOGRAFIA

Enrico Baj nacque da due ingegneri: Angelo Baj, milanese di stirpe di costruttori, e Maria Luisa Rastelli, parmense pioniere tra le prime donne a laurearsi al Politecnico di Milano. Un’infanzia con righello e compasso in casa, eppure lui scelse una strada decisamente più anarchica.

Dopo il Liceo Berchet iniziò Medicina all’Università di Milano, ma abbandonò presto gli studi per dedicarsi a Giurisprudenza (laureandosi e diventando pure avvocato) e, parallelamente, all’Accademia di Brera. Un classico esempio di artista che non riesce a stare fermo su una sola strada.

Baj fu amico e collaboratore di una quantità impressionante di menti brillanti: André Breton, Marcel Duchamp, Raymond Queneau, Edoardo Sanguineti, Umberto Eco e molti altri. Illustrò libri, scrisse saggi e pubblicò diversi volumi, tra cui Patafisica (1982), l’Automitobiografia (1983) e Ecologia dell’arte. Dimostrava che si può essere pittori seri senza prendersi troppo sul serio.


Nel 1951 tenne la sua prima personale alla Galleria San Fedele di Milano e, insieme a Sergio Dangelo, fondò il Movimento della Pittura Nucleare. Due anni dopo, con Asger Jorn, diede vita al Movimento per una Bauhaus Immaginista, una sorta di schiaffo ironico alla Bauhaus “ufficiale” di Max Bill. Nel 1954 organizzò ad Albissola Marina gli Incontri internazionali della ceramica, radunando nomi come Lucio Fontana, Karel Appel, Roberto Matta e altri irregolari dell’arte.


Negli anni Cinquanta collaborò alle riviste d’avanguardia Il Gesto, Boa e Phases. Firmò il manifesto Contro lo stile (1957), aderì al Manifeste de Naples e divenne membro del Collège de ’Pataphysique. Nel 1962 a New York, durante la mostra The Art of Assemblage, conobbe di persona Marcel Duchamp. Partecipò alla Biennale di Venezia (con sala personale nel 1964) e alla Triennale di Milano.

Sempre sensibile al contesto sociale, nel 1972 realizzò il grande dipinto I funerali dell’anarchico Pinelli (o, come preferiva chiamarlo lui, L’assassinio dell’anarchico Pinelli), un’opera potente e grottesca ispirata a Guernica. Dopo decenni di peregrinazioni, l’opera è finalmente tornata a Milano e dal 2025 è esposta in modo permanente al Museo del Novecento.


Sposato con Roberta Cerini, con cui ebbe quattro figli (Angelo, Andrea, Pietro e Marianna), Baj rimase fino alla fine uno spirito libero, ironico e politicamente scomodo. La sua scultura Gli Scacchi è ancora oggi il logo ufficiale del torneo San Giorgio su Legnano, e lui concesse gratuitamente i diritti per pura amicizia.


Il suo pensiero artistico

Baj attraversò e contaminò alcuni dei movimenti più vitali del Novecento: Nucleare, Nouveau Réalisme, Surrealismo e soprattutto la Patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie.


«Le forme si disintegrano: le nuove forme dell’uomo sono quelle dell’universo atomico…»


Con questa convinzione disintegrò, riassemblò e prese in giro il mondo moderno. Usava legno, stoffe, bottoni, medaglie, tubi idraulici, meccano e tutto ciò che gli capitava a tiro. Creava figure grottesche, generali tronfi, dame mostruose e creature robotiche, denunciando con umorismo nero la robotizzazione dell’uomo, il feticismo della tecnologia e la stupidità del potere.

Le sue Modificazioni, i collage materici, le Cravatte e le grandi costruzioni tridimensionali (come L’Apocalisse del 1978) mostrano un artista che mescola Dadaismo, Surrealismo e lo spirito dissacrante di Alfred Jarry. Un’arte che non si limita a rappresentare la realtà, ma la smonta, la ridicolizza e la ricompone in modo mostruosamente divertente.

// RIFERIMENTI_BIBLIOGRAFICI

Scritti dell’artista

Enrico Baj, Automitobiografia, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1983.

Enrico Baj, Patafisica, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1982.

Enrico Baj, Ecologia dell’arte, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1995.

Enrico Baj, Impariamo la pittura, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1998.


Monografie e cataloghi ragionati

Enrico Baj. Catalogue raisonné (a cura di Enrico Baj e altri), Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 2004.

Roberta Cerini Baj (a cura di), Enrico Baj. Opere 1951-2003, Milano, Skira, 2004.

Luca Massimo Barbero (a cura di), Enrico Baj. La grande opera, Milano, Electa, 2012.

Marco Meneguzzo (a cura di), Enrico Baj. L’umorismo della materia, Milano, Silvana Editoriale, 2017.


Biografie e studi critici

Giorgio Kaisserlian, Enrico Baj, Milano, Edizioni del Milione, 1960.

Gillo Dorfles, Enrico Baj, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1973.

Umberto Eco, Baj. L’uomo e l’artista, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1985.

Eduardo Arroyo, Baj. Una biografia per immagini, Milano, Skira, 2001.

Marco Meneguzzo (a cura di), Enrico Baj. Ironia e disincanto, Milano, Silvana Editoriale, 2020.


Cataloghi di mostre importanti

Enrico Baj. Pinelli, Milano, Palazzo Reale – Electa, 2012. Enrico Baj. La rivoluzione siamo noi, Milano, Museo del Novecento – Silvana Editoriale, 2025.

PataAsemica, Milano, Stecca 3 (a cura di Duccio Scheggi, Marco Garofalo, Giuseppe Calandriello), 2023.