[ESC] // RETURN_TO_INDEX
DOSSIER_ID: franco-moschino //
Moschino Franco

Moschino Franco

(Abbiategrasso, 27 febbraio 1950 – Annone di Brianza, 18 settembre 1994)
LINKED_ASSETS: 0DB LINK: ONLINE

// BIOGRAFIA

Nato ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, figlio di un proprietario di fonderia, rimase orfano di padre a soli otto anni e fu cresciuto da uno zio. Invece di entrare nell’azienda di famiglia, scelse di dedicarsi all’arte. Nel 1967 si trasferì a Milano, dove frequentò i corsi di pittura all’Accademia di Brera e, in seguito, quelli di moda all’Istituto Marangoni. Si diplomò nel 1980 con l’obiettivo di diventare modellista e sarto.

Tra il 1971 e il 1973 partecipò per due stagioni alla compagnia teatrale dialettale I Legnanesi, diretta da Felice Musazzi, interpretando ruoli sia maschili che femminili negli spettacoli E la buleta la va la va… (1971-1972) e Teresa Story (1972-1973).


Carriera

Ancora studente, nel 1971 Moschino iniziò a lavorare come disegnatore per Gianni Versace, con cui collaborò per sei anni. Dal 1977 al 1988 fu stilista per la maison Cadette per undici stagioni.

Nel 1983 fondò la sua prima linea, Moonshadow, a cui seguì nello stesso anno il marchio Moschino Couture!. Le sue creazioni iniziarono concentrandosi sulla moda casual e sui jeans, per poi espandersi rapidamente a lingerie, abiti da sera, calzature, abbigliamento maschile e profumi. Nel 1988 lanciò la linea più accessibile Cheap & Chic.

Nel 1993, già gravemente malato e sempre più distante dal sistema della moda, celebrò i dieci anni di attività con il progetto-testamento X anni di Kaos. Il progetto includeva una grande mostra retrospettiva alla Permanente di Milano (con abiti, oggetti e, per la prima volta, anche suoi dipinti), una sfilata al Teatro Nazionale e un imponente volume-catalogo concepito come opera d’arte autonoma.


Morte

Franco Moschino morì a 44 anni il 18 settembre 1994 nella sua casa di Annone di Brianza (oggi Villa Adinolfi), a causa di un infarto conseguente a un cancro intestinale che lo affliggeva da almeno due anni. In seguito fu reso noto che la malattia era legata all’AIDS. È sepolto nella tomba di famiglia al cimitero di Castelletto di Abbiategrasso.

Dopo la sua scomparsa, la direzione creativa del marchio passò alla sua storica collaboratrice Rossella Jardini. Nel 1999 la maison fu acquisita dal Gruppo Ferretti e oggi fa parte del Gruppo Aeffe.


Lo stile

«Non c’è creatività senza caos.»

— Franco Moschino

Moschino è ricordato per uno stile provocatorio, ironico e anticonformista, che ha influenzato generazioni di stilisti, tra cui Jean Paul Gaultier. Le sue creazioni rappresentano spesso una parodia e una critica del mondo della moda stessa.

Rielaborava capi classici con dettagli irriverenti e surreali: tailleur con girandole al posto dei bottoni, il celebre tubino nero con il prezzo ricamato, gonne interamente realizzate con cravatte, camicie a una sola manica o magliette con la scritta “MOSCHIFO”. Le sue sfilate erano eventi teatrali memorabili: modelle che sfilavano in ginocchio, inviti sotto forma di slip e performance eccentriche (come quando si fece fotografare vestito da donna).

I suoi abiti sono stati indossati da numerose celebrità, tra cui Fran Drescher (La tata), Alicia Silverstone, Gwyneth Paltrow e Anna Friel.