
al-Din Naser
// BIOGRAFIANota Biografica
Nāṣer al-Dīn Shāh Qājār (in persiano: ناصرالدین شاه قاجار; Tabriz, 16 luglio 1831 – Teheran, 1º maggio 1896) fu scià di Persia dal 1848 al 1896, anno della sua morte per assassinio. Figlio di Mohammad Shāh Qājār, fu il terzo sovrano a detenere il trono più a lungo nella storia della Persia, dopo Sapore II (dinastia sasanide) e Tahmasp I (dinastia safavide). È ricordato inoltre come il primo sovrano persiano a scrivere e pubblicare i propri diari di viaggio e memorie.
Le riforme
Salito al trono a soli diciassette anni, Nāṣer al-Dīn iniziò il suo regno con un chiaro orientamento modernizzatore, per poi diventare progressivamente più conservatore e autoritario.Nonostante le iniziali intenzioni riformiste, il suo stile di governo fu marcatamente dittatoriale. Represse duramente i seguaci del Báb e la nascente comunità bahá’í, soprattutto dopo il fallito attentato alla sua vita del 1852. La repressione culminò il 31 agosto 1852 con l’esecuzione di circa trenta babisti, tra cui la poetessa e teologa Táhirih.Quando Nāṣer al-Dīn salì al trono, la Persia versava in condizioni drammatiche: lo Stato era praticamente in bancarotta, il potere centrale era debole e le province godevano di ampia autonomia. Con l’aiuto decisivo del primo ministro Mirzā Taqī Khān (Amīr Kabīr), lo scià avviò un vasto programma di riforme amministrative, militari ed educative. Furono drasticamente ridotte le spese di corte, separate da quelle dello Stato, e venne riorganizzata l’amministrazione centrale. Il primo ministro acquisì autorità su tutti i settori della burocrazia. Fu inoltre proibito l’uso dello stile pomposo e barocco nei documenti ufficiali, favorendo lo sviluppo di una prosa persiana più moderna e sobria.
Politica economica e modernizzazione
Nāṣer al-Dīn cercò di limitare le ingerenze straniere e incentivò il commercio estero. Furono realizzati importanti lavori pubblici, tra cui il rinnovamento del Gran Bazar di Teheran. La riforma più significativa fu la fondazione del Dār ol-Fonūn (1851), la prima istituzione di istruzione superiore moderna della Persia, dove insegnavano professori europei (soprattutto austriaci e francesi) e persiani in discipline come medicina, ingegneria, scienze naturali e tecnologia militare. Queste riforme, però, suscitarono l’ostilità dei notabili di corte e della regina madre, che vedevano in Mirzā Taqī Khān un pericoloso arrampicatore sociale. Nel 1851 lo scià lo privò dei poteri e l’anno successivo ne ordinò l’assassinio, un episodio che segnò profondamente la sua immagine e il corso delle riforme.
Diplomazia e politica estera
Nāṣer al-Dīn tentò di sfruttare la rivalità tra Russia e Regno Unito per preservare l’indipendenza persiana, ma con scarso successo. Le ingerenze delle due potenze aumentarono progressivamente. Nel 1856 la Gran Bretagna sostenne l’annessione di Herat all’Afghanistan; il tentativo persiano di riconquistare la città provocò la guerra anglo-persiana (1856-1857), conclusasi con una sconfitta iraniana. Sul fronte settentrionale, l’Impero russo completò la conquista dell’Asia centrale: nel 1881 occupò definitivamente gli attuali Turkmenistan e Uzbekistan, arrivando ai confini nord-orientali dell’Iran e interrompendo i legami storici tra la Persia e le antiche città di Bukhara e Samarcanda. Alla fine del XIX secolo era opinione diffusa tra gli iraniani che la dinastia Qājār fosse ormai subordinata agli interessi delle potenze straniere, un sentimento che avrebbe contribuito alla Rivoluzione costituzionale del 1905-1911.