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Saint Laurent Yves

Saint Laurent Yves

(Orano, 1º agosto 1936 – Parigi, 1º giugno 2008)
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// BIOGRAFIA

Yves Mathieu-Saint-Laurent, universalmente noto come Yves Saint Laurent o semplicemente YSL è stato, ic et simpliciter, uno dei grandi couturier del Novecento, un artista capace di trasformare la moda in un linguaggio potente, sensuale e modernissimo.


Figlio di una famiglia di origine alsaziana trasferitasi in Algeria dopo il 1871, Yves cresce in un ambiente borghese a Oran. Fin da giovanissimo mostra un talento eccezionale per il disegno. Nel 1954 si trasferisce a Parigi e frequenta l’École de la Chambre Syndicale de la Couture. Il destino gli sorride presto: Michel de Brunhoff, direttore di Vogue France, lo presenta a Christian Dior, che lo assume come assistente. Quando Dior muore improvvisamente nel 1957, il ventunenne Yves viene scelto per succedergli alla direzione creativa della maison. Il suo debutto con la collezione “Trapèze” nel gennaio 1958 è un trionfo clamoroso: il giovane timido e geniale conquista Parigi in una sola sera.


Tuttavia, il servizio militare e una grave depressione (che lo porta anche al ricovero al Val-de-Grâce) segnano una frattura. Nel 1960 viene licenziato da Dior e sostituito da Marc Bohan. È a quel punto che, sostenuto dal compagno Pierre Bergé (incontrato nel 1958) e da un finanziatore americano, decide di fondare la propria casa di moda. La prima collezione con il suo nome viene presentata il 29 gennaio 1962 in rue Spontini. Nasce così la leggenda.


Yves Saint Laurent diventa rapidamente il couturier della modernità. Rivoluziona il guardaroba femminile prendendo in prestito dal mondo maschile: reinventa il caban, il trench-coat, lancia Le Smoking nel 1966 (uno dei suoi capi più iconici), la saharienne, il tailleur-pantalon e le prime trasparenze. Crea la celebre robe Mondrian, omaggia il Pop Art, Matisse, Van Gogh, Picasso e i Ballets Russes. È tra i primi a portare sulle passerelle mannequin di origine africana e asiatica, rompendo barriere che sembravano incrollabili.


Nel 1966 inaugura la boutique Saint Laurent Rive Gauche, la prima linea di prêt-à-porter firmata da un grande couturier. L’idea è rivoluzionaria: vestire non solo le ricche clienti dell’alta moda, ma anche donne moderne, intellettuali, borghesi e ribelli. Il successo è planetario. Le sue collezioni si ispirano al Marocco (dove scopre Marrakech nel 1966 e salva il giardino Majorelle), all’Africa, alla Russia, alla Cina e all’Andalusia. I profumi, a partire dal mitico Opium, diventano un pilastro economico della maison.


Parallelamente alla creatività geniale, Yves vive gli eccessi della sua epoca: alcol, droghe, medicinali e notti parigine selvagge. La sua fragilità emotiva è nota, ma non ferma mai del tutto la sua capacità di creazione. Negli anni Ottanta presenta la collezione “Picasso” e riceve numerosi riconoscimenti, tra cui l’Oscar della moda. Negli anni Novanta, stanco del prêt-à-porter, si concentra nuovamente sull’alta couture, fino all’addio definitivo alle passerelle nel gennaio 2002. Il défilé d’addio al Centre Pompidou, con oltre 300 modelli, resta uno dei momenti più emozionanti della storia della moda.


Perennemente ispirato dalle donne – da Victoire Doutreleau a Betty Catroux (sua “gemella spirituale”), da Catherine Deneuve (sua musa e amica fedele) a Loulou de La Falaise, Paloma Picasso e Katoucha – Yves Saint Laurent ha regalato al guardaroba femminile pezzi diventati classici: il potere, l’eleganza senza costrizione, l’audacia e la sensualità. Come lui stesso disse, il suo unico rimpianto era non aver inventato il jeans.


Compagno di Pierre Bergé per cinquant’anni, si unisce civilmente a lui pochi giorni prima di morire. Il 1º giugno 2008 si spegne nella sua casa di rue de Babylone per un tumore cerebrale. I funerali nella chiesa di Saint-Roch riuniscono il mondo della moda, del cinema e della politica. Le sue ceneri riposano nel giardino Majorelle di Marrakech, luogo simbolo della sua ispirazione vitale.


Elegante, tormentato, visionario e fragile, Yves Saint Laurent ha segnato per sempre la moda del Novecento. Non si limitò a vestire le donne: le ha liberate, rendendole più forti, più belle e più libere di essere se stesse.

// RIFERIMENTI_BIBLIOGRAFICI

Yves Saint Laurent, La folle journée, Paris, Albin Michel, 2010.

Pierre Bergé, Yves Saint Laurent, une vie, Paris, Gallimard, 2010.

Laurence Benaïm, Yves Saint Laurent, Paris, Grasset, 2002.

Alicia Drake, Beautiful Fall. Lagerfeld, Saint Laurent, and Glorious Excess in 1970s Paris, New York, Little, Brown and Company, 2006 (edizione francese: Beautiful Fall, Paris, Gallimard, 2007).

Farid Chenoune – Philippe Thiébaud (a cura di), Yves Saint Laurent, New York, Abrams, 2010.

Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, Yves Saint Laurent. Style is Character, Paris, Flammarion, 2017.

Dominique Veillon, Yves Saint Laurent. Biographie, Paris, La Martinière, 2009.

Yves Saint Laurent – Fondation Pierre Bergé, Yves Saint Laurent. 40 ans de création, Paris, Éditions de La Martinière, 2008.