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'Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria'

Filippo Tommaso Marinetti, Fondazione e Manifesto del Futurismo (Pubblicato dal 'Figaro' di Parigi il 20 febbraio 1909), Milano, [Poligrafia Italiana, febbraio 1909].

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Italia, Milano
1909
7/10
Milano, febbraio 1909
GRATUITA

740,00 

CATEGORIA

NAZIONE

Italia, Milano

SECOLO

ANNO

1909

GIORNO

Milano, febbraio 1909

Rarità

7/10

SPEDIZIONE

GRATUITA

NOME COLLEGATO

740,00 

Filippo Tommaso Marinetti, Fondazione e Manifesto del Futurismo (Pubblicato dal ‘Figaro’ di Parigi il 20 febbraio 1909), Milano, [Poligrafia Italiana, febbraio 1909].

(290×230 mm). Pagine [4]. Tracce di piega centrale ma ottimo esemplare.

Rara prima edizione italiana in volantino del celeberrimo Manifeste du Futurisme originariamente edito sul quotidiano Le Figaro del 20 febbraio 1909. Questa prima edizione viene spesso confusa con la seconda, identica ma con differente impianto tipografico e stampata due anni dopo. Che vi dobbiamo raccontare di questo Manifesto? Qui siamo all’apice dell’avanguardismo:

1. Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3. La letteratura esalta fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, più bello della Vittoria di Samotracia.

5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7. Non v’è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.

8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perchè dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

9. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori o polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l’orizzonte, le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

Dal Manifesto vi citiamo poi solo quest’altro passo: ‘E’ dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il “Futurismo”, perchè vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologhi, di ciceroni e d’antiquarii’. E oggi un antiquario ve lo sta vendendo per farvelo incorniciare ed appendere su un muro della vostra casa. Se lo sapesse Marinetti! Un must per chi adora il futurismo ma anche per chi lo odia: vuoi mettere la soddisfazione di guardare, tutte le sere prima di dormire, il Manifesto ‘musealizzato’ su una vostra parete e sogghignare al Marinetti: ‘che brutta fine che hai fatto’!

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